Accogliersi attraverso il teatro: all’I.C. “Margherita Hack” un laboratorio per conoscersi e fare comunità
Nei primi giorni del nuovo anno scolastico, l’accoglienza diventa occasione concreta per conoscersi, creare relazioni e costruire, fin dall’inizio, un clima di classe fondato sull’ascolto e sul rispetto reciproco.
All’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” di Nova Milanese, gli alunni hanno partecipato a un laboratorio di accoglienza teatrale, condotto dalla drammaterapeuta Simona Martella dell’Associazione Le Storte, attraverso attività espressive e relazionali capaci di coinvolgere i ragazzi in modo diretto, spontaneo e non giudicante.
Al centro dell’esperienza, un lavoro di rispecchiamento a coppie. I ragazzi sono stati invitati dapprima a incontrarsi attraverso lo sguardo e, successivamente, a creare e riprodurre movimenti, alternandosi nei ruoli di chi conduce e di chi segue.
Un esercizio apparentemente semplice che ha permesso di sperimentare attenzione, fiducia, sintonia e ascolto dell’altro, utilizzando il linguaggio del corpo prima ancora di quello delle parole. Attraverso la rotazione delle coppie, ciascun alunno ha potuto incontrare compagni diversi, riconoscere sensazioni e modalità relazionali differenti e avvicinarsi alle nuove conoscenze con curiosità e senza pregiudizi.
L’attività ha così trasformato il gioco teatrale in uno strumento educativo: accogliere ed essere accolti, imparare a osservare senza giudicare, riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, sperimentare ruoli differenti e scoprire che nella relazione non esistono necessariamente un “giusto” e uno “sbagliato”, ma possibilità da esplorare insieme.
Al laboratorio ha preso parte attivamente anche il Dirigente scolastico, prof. Luigi Bellassai, condividendo con gli alunni gli esercizi proposti e diventando, per il tempo dell’attività, parte del gruppo e dell’esperienza.
«Ho voluto partecipare personalmente al laboratorio - ha spiegato il dirigente scolastico Luigi Bellassai - perché credo che l’accoglienza non possa essere soltanto dichiarata: deve essere vissuta. Entrare nel cerchio insieme ai nostri ragazzi, mettersi in gioco e condividere con loro sguardi, gesti e silenzi significa riconoscere concretamente il valore della relazione educativa. La scuola che desideriamo costruire è una comunità nella quale ciascuno possa sentirsi visto, ascoltato e accolto. Esperienze come questa ci ricordano che educare significa certamente trasmettere conoscenze, ma anche insegnare a incontrare l’altro, a rispettarne l’unicità e a crescere insieme. Ringrazio la dott.ssa Simona Martella e l’Associazione Le Storte per averci offerto un momento così autentico di condivisione.»
La partecipazione diretta del Dirigente ha rappresentato un ulteriore elemento di condivisione, abbattendo simbolicamente le distanze tra i diversi ruoli della comunità scolastica e restituendo ai ragazzi l’immagine di una scuola nella quale adulti e studenti possono fare esperienza insieme.
Il laboratorio si inserisce così nel percorso di accoglienza dell’Istituto, con l’obiettivo di accompagnare gli alunni nella costruzione del nuovo gruppo classe attraverso libertà espressiva, divertimento, ascolto e apertura autentica all’altro.
Perché una comunità scolastica comincia a nascere proprio da qui: dall’incontro.






